Il cibo era il sesso era uno spettacolo che volevo

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Naturalista e divulgatore scientifico, ha prodotto decine e decine di documentari acclamati dalla critica e amati dal grande pubblico, come il popolarissimo Planet Earth o il recente Blue Planet II dedicato alla vita sottomarina, che è stato visto su BBC One da oltre quattordici milioni di spettatori. Per mezzo delle più innovative tecniche di ripresa, i coraggiosi operatori della squadra di Sir David sono riusciti a filmare specie che si ritenevano estinte e a registrare le più bizzarre stranezze del mondo animale.

Tigri, panda, pesci, uccelli, balene, scimmie e scimmiette diventarono ben presto la mia compagnia preferita nel freddo autunno londinese. Cenare con latte e cereali è il livello di abbrutimento più pericoloso a cui un essere umano si possa avvicinare, soprattutto se lo fa guardando in tv macachi che si alimentano in modo assai più civile.

Grazie a questa icona della cultura britannica scoprii che in alcune foreste della Nuova Guinea solo il due per cento della luce solare arriva al terreno. Il confronto tra i suoi sforzi per accoppiarsi e la mia apatia era impietoso, e non solo per la differenza tra le tinte accese delle sue piume e il color negatività dei miei maglioni. Il mio habitat naturale era in condizioni penose. E poi mutande, pantaloni, scarpe e rotoli di carta igienica. Bustine di tè usate e pastiglie per lo stomaco.

Il lavandino era un ammasso di piatti sporchi dove con tutta probabilità stavano prendendo vita nuovi organismi primordiali. Quello che vedete è un Homo sapiens migrato a Nord dalle calde terre del Mediterraneo. Si ciba di quel che trova, si lava raramente e resta in pigiama tutto il giorno. Nel suo lavabo alleva muschi e licheni e nessuno sa perché. Dopo una giornata intera tra spugnette, detersivi e guanti in lattice, uscii per raggiungere un comedy club in zona Leicester Square.

Dalla puzza di carne bruciata dei pub alle sirene violentissime delle ambulanze, ogni cosa di quella città infastidiva i miei sensi. Sul palco la manifestai senza remore. Lo capisco, per il cibo era il sesso era uno spettacolo che volevo è la stessa cosa: mi piace Londra, non mi piacete voi. È un fastidiosissimo paradosso: più cresci più sei spinto verso un modello di vita dipendente dagli altri, ti si suggerisce in modo più o meno esplicito di creare una famiglia più larga possibile, di frequentare i tuoi colleghi anche fuori dagli orari di il cibo era il sesso era uno spettacolo che volevo, di mantenere relazioni con amici storici con cui ricordare i tempi del liceo.

Il tutto organizzato in decine di gruppi WhatsApp per programmare partite di calcetto e cene delle medie. Te nepiacciono sempre meno, quelle speciali sono sempre più rare ealla fine smetti di cercarle. In sintesi, per colpa mia o per colpa di una metropoli tanto spersonalizzante, fare amicizia a Londra sembrava quantomeno complicato. Ma era giunto il momento di cambiare, di trasformarmi in un animale sociale. In Inghilterra invece il dating online non sembrava affatto un tabù. Fu quasi una rivelazione.

Decisi in ogni caso di usare Tinder con moderazione e riservatezza. Che tristezza! E adesso è qui per voi: signore e signori, lo stallone italiano Francesco De Carlo! Ero pronto. Se una persona che ho scelto a sua volta ha scelto me, allora possiamo iniziare a chattare. Dopo mezza giornata si era mosso molto poco. Vincenzo sorride sempre, nonostante sia fuori luogo ovunque.

In una città nota per dettare le tendenze in fatto di stile, lui si ostina ad andare in giro con il marsupio. Per carità, non sono nella posizione di dare consigli di moda a nessuno, ma se hai meno di sessantacinque anni il marsupio ti andrebbe vietato. Come faccia rimane un mistero che andrebbe studiato. Vincenzo è sempre inopportuno, soprattutto nei locali, dove intercetta le ragazze con un repertorio di frasi da marpione consumato. Che imbarazzo. Una femmina di Il cibo era il sesso era uno spettacolo che volevo magnificus, forse, ma visto il marsupio scapperebbe via.

Vi chiederete perché continui a frequentare una persona simile. Il secondo è perché Vincenzo è mio cugino. Quando lei non è a Londra, lui la tradisce senza vergogna. Cioè, io sono solo come un cane, mentre Vincenzo ha una ragazza e diverse amanti in città. Nonostante il marsupio. Vincenzo non mi chiama Francesco. Devi uscire più spesso con me.

Alla tua età ti devo insegnare come si fa a rimorchiare? Alla fine, con la scusa della mia immagine pubblica, riuscii a negoziare una versione più moderata, a metà tra la rappresentazione fedele della mia vita e Hulk Hogan in chiave intellettuale. Era ora di tornare a casa, ma prima di salutare Vincenzo mi convinsi a fargli una domanda a cuore aperto. Come sarà il figlio di Vincenzo? I brividi. Per una settimana chattai con decine di ragazze.

Tra i profili iniziai a individuare delle caratteristiche comuni. E se il tuo principe azzurro fosse alto un metro e sessanta? Ora, chi mai dichiarerebbe il contrario?

Chi direbbe di essere sedotta da persone stupide? Mi fa un sesso! Terzo: nei loro profili quasi tutte le donne avevano foto che le immortalavano a bere bicchieri di vino, boccali di birra, flûte di prosecco, caraffe di cocktail. Cosa si vuole comunicare? Niente di buono, come avrei scoperto sulla mia pelle. Tuttavia, essendo io alto, intelligente il cibo era il sesso era uno spettacolo che volevo buon compagno di bevute, intercettavo in pieno le tre caratteristiche di cui sopra e nel giro di poco tempo riuscii il cibo era il sesso era uno spettacolo che volevo organizzare il mio primo appuntamento a Londra.

Ariel era in ritardo. Ma poi sentii una voce femminile urlare il mio nome in mezzo alla folla. La serata poteva cominciare.

Andammo in un locale zeppo di il cibo era il sesso era uno spettacolo che volevo dove una band suonava classici blues. Ariel era sudafricana e lavorava in una società di marketing. Era appena uscita da una storia di anni, ma pareva spensierata, tanto da proporre diversi giri di gin tonic. Al terzo, visto che non il cibo era il sesso era uno spettacolo che volevo cenato, ero brillo.

Ogni tanto, dopo una lunga risata, ci fissavamo in silenzio, senza motivo, e poi riprendevamo a ridere. Questo è di gran lunga il migliore che ho avuto finora. Aveva un corpo attraente. Stavamo per baciarci, lo sapevamo tutti e due. Ariel mi fece cenno di seguirla fuori. La guardai eccitato.

La presi per i fianchi, invertii le nostre posizioni e continuai a baciarla. Le mani iniziarono ad aprirsi una strada sotto i vestiti e io proposi di andare da me. Ci baciammo per il resto della serata, fino a quando non la salutai alla fermata della metro davanti alla quale meno di tre ore prima eravamo due sconosciuti. Un colpo di fulmine? Il giorno dopo mi svegliai convinto di trovare un messaggio di Ariel, ma sullo schermo nessuna notifica.

A quanto pare era subentrato un impegno, dovevamo rinviare, si sarebbe fatta viva lei, mi disse Ariel. Come poteva essere arrabbiatacon me visto che mi conosceva appena? Io dissi va bene, capisco, anche se non capivo. Ero sorpreso e contrariato. Tutta quella storia non aveva senso. Ripassai la serata alla ricerca di una frase di troppo, di un equivoco, ma non trovai nulla che potesse spiegare un comportamento tanto misterioso.

Era a Londra solo per il weekend e poi sarebbe tornata a Praga. Sure, certo che ero libero. Era la fine. Dopo qualche settimana mi fu chiara la regola del tre: con nessuna delle ragazze che avevo conosciuto su Tinder ero riuscito ad andare oltre il terzo appuntamento.

Nelle settimane che seguirono non riuscivo a darmi un freno. Organizzavo appuntamenti su appuntamenti, arrivai ad averne due o persino tre nello stesso giorno. Uno a pranzo, uno alle diciassette, uno alle diciannove. Spesso la ragazza in carne e ossa differiva sensibilmente dalle foto, e allora inventavo una scusa e filavo via. Non avevo tempo da perdere. Nel quaranta per cento dei casi il primo incontro rappresentava una soglia di sbarramento per evidente mancanza di complicità.

Come quando conobbi Aliciache aveva un bel viso se non fosse stato stravolto da lampade e chirurgia estetica a basso costo. Mentre lei blaterava sui personaggi delle ultime stagioni, io bevevo il vino a grandi sorsi, per potermi congedare più in fretta possibile. Oppure quando conobbi Janine. Mi guardava intensamente mentre mi stringeva la mano. A fine novembre.

O quando a Holborn incontrai Rita, in pieno Ramadan.